A cura della Redazione
La Real Fabbrica d´Armi "sposa" Oplontis. Un progetto per il turismo a Torre “Le porte dell’Archeologia: i poli del Distretto Turistico Culturale Vesuviano”. E’ la denominazione data al progetto presentato dalla Fondazione onlus RAS (Restoring Ancient Stabiae), costituita a Washington nel 2002, e dal LUPT (Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale), nato nel 1976 come Centro interdipartimentale di ricerca istituito dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Quest’ultimo è storicamente il più grande e complesso dei Centri di ricerca dell’Ateneo federiciano, nonché una delle maggiori strutture pubbliche di ricerca operanti a livello nazionale ed europeo. La valorizzazione prevista dal progetto riguarda l’area archeologica degli Scavi di Oplonti e la Real Fabbrica d’Armi, anche se l’obiettivo è quello di creare un sistema integrato tra i siti archeologici di Oplonti e Stabiae, per dare un input alle economie locali. Nel maggio del 2009 l’Amministrazione comunale di Torre Annunziata sottoscriveva un protocollo di intesa con la Fondazione RAS, e successivamente aderiva al progetto al fine di promuovere azioni di salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. Nel marzo 2010, infine, la Giunta municipale deliberava la presa d’atto del progetto presentato da RAS e LUPT. Ma vediamo più in dettaglio i tipi di intervento proposti. Innanzitutto il collegamento tra la Villa A e la Villa B degli scavi di Oplonti, indispensabile per la fruizione del sito e per garantire una corretta sorveglianza dell’intera area archeologica. Verranno effettuati gli scavi di sbancamento e lo scavo archeologico in presenza di strutture antiche; inoltre si darà luogo ai primi interventi di pulizia e conservazione delle pareti affrescate e dei pavimenti a mosaico. E’ prevista, infine, la recinzione del fondo, la copertura provvisoria e la risistemazione delle aree circostanti. Ma la vera novità del progetto sarà la continuazione degli scavi all’interno dell’area industriale dello Spolettificio, indispensabile per la fruizione completa del sito dichiarato Patrimonio dell’Unesco. Questo vuol dire che lo stabilimento militare dovrà cedere una parte dei suoi capannoni, quelli prospicienti via Sepolcri, non strumentali alla produzione dell’Ente. La proposta progettuale, infatti, prevede la coesistenza dell’archeologia classica di Oplontis con l’archeologia industriale del complesso edilizio della Real Fabbrica d’Armi e della sua connessione con il sito urbano, con il restauro e la valorizzazione del sistema idraulico del canale Conte di Sarno. Si proseguirà, poi, con il restauro e la rifunzionalizzazione del complesso edilizio della Real Fabbrica d’Armi, fondata nel lontano 1652. I principi guida del progetto saranno volti alla tutela del sito, con interventi di carattere conservativo dei corpi di fabbrica, recuperandoli e depurandoli delle superfetazioni che nel corso degli anni sono state apportate alla struttura. Al suo interno troveranno posto le sedi di Unesco, RAS, LUPT, Soprintendenza Regionale e/o Archeologica; una biblioteca con la documentazione del sito; aule e sale conferenze; spazi espositivi; uffici e servizi di accoglienza e ristoro, oltre a servizi di foresteria; laboratori di marmi e mosaici, di intonaci ed affreschi, di porcellane, di biologia e botanica, di armi e metalli; depositi. Il sottopassaggio che collega piazza Morrone con corso Garibaldi (attualmente chiuso) diventerà una strada carrabile, dal momento in cui sarà chiusa via Sepolcri per permettere il proseguimento degli scavi e portare alla luce la restante parte della Villa di Poppea. Infine, per favorire l’accesso all’area archeologica ed al Centro di Documentazione Unesco, ed intercettare il flusso turistico delle Vie del Mare, sono stati previsti l’adeguamento di parte dei locali presenti al molo Crocelle, tradizionale attracco delle motonavi di servizio, e la rifunzionalizzazione dell’edificio, di proprietà demaniale, in Largo Ferriera Vecchia, di grande valenza nel sistema del sito di archeologia industriale in quanto elemento terminale del sistema idraulico progettato nel 1599 da Domenico Fontana. Un progetto senz’altro ambizioso, che cambierebbe l’immagine della nostra città e darebbe un grande input all’economia locale. Ma sui grandi progetti ormai i cittadini torresi sono diffidenti e, per certi versi, rassegnati. A partire dal prolungamento di via dei Mille per finire con l’ampliamento dell’area portuale. Forse un po’ di ottimismo potrebbe provenire dal fatto che gli attori in campo sono Enti di prestigio, quali appunto l’Università “Federico II” e la Fondazione RAS. Intanto, alla Regione Campania è già pervenuta la manifestazione di interesse da parte dei promotori del progetto, per un finanziamento che supera i 30 milioni di euro. Ad integrare i fondi richiesti, concorrerebbero anche privati e la stessa Fondazione RAS. ANTONIO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 23 settembre 2011)