A cura della Redazione
Campus estivo per ragazzi disabili al Villaggio del Fanciullo, esperienza unica Come ogni estate, i ragazzi dell’UNITALSI hanno partecipato al Campus estivo presso il “Villaggio del Fanciullo” situato a Rovigliano, periferia sud di Torre Annunziata. La struttura è dotata di spazi organizzati in modo da rispondere ai bisogni dei bambini e degli adolescenti per lo svolgimento di attività socializzanti educative, sportive e ludico-didattiche. La partenza è gaia e festosa perché questi ragazzi disabili sanno di trovare lontano dalle loro case un affettuoso ambiente ed i genitori sono tranquilli, consapevoli di affidarli a persone per le quali i ragazzi sono cari come figli. Dopo un lungo inverno, dopo la promessa di sole della primavera, bianchi come il latte, questi ragazzi avrebbero voluto fare una scorpacciata di sole, ma l’esperienza degli operatori del Campus sa frenare con dolce fermezza i loro desideri. E’ meraviglioso vedere i giovani "ospiti" del Campus che si divertono a giocare in acqua, urlano di gioia, si spintonano, scherzano. Una visita al Villaggio è una esperienza che arricchisce il nostro cuore, lo spettacolo di vita e gaiezza che vi regna non si potrà più dimenticare. Quando verso mezzogiorno un segnale annuncia il pranzo, si assiste al più bello ed entusiasmante degli spettacoli. Con la velocità di un plotone di bersaglieri, tutti si mettono a tavola, dove saranno serviti dagli operatori della Mensa dei Poveri della chiesa dell´Immacolata Concezione di Torre Annunziata che hanno provveduto anche a preparare i pasti. Alla fine di questa vacanza, i ragazzi, abbruniti dal sole, narreranno ai loro cari i tramonti sul mare, l’allegria dei giochi e l’irresistibile fascino della vita all’aria aperta. Duramte l´ultima giorno di permanenza nella struttura di Rovigliano, il sacerdote Pasquale Paduano è stato invitato a celebrare la messa. Nella sua omelia ha ricordato che non può essere sempre estate e, soprattutto, “sempre vacanza”. Il mondo e la vita purtroppo non cambiano mai, bisogna lavorare, fare il proprio dovere. Solo così si è in pace con se stessi, sapendo di non aver sprecato il proprio tempo e le proprie possibilità. La solenne celebrazione si è conclusa con una fiaccolata. ANNA ARICO´