A cura della Redazione
Lotta alla camorra, dibattito con De Luca e Don Palmese Buona partecipazione di pubblico all´incontro di ieri sera organizzato dall´associazione "Riformisti per il Mezzogiorno". Davanti al sagrato della chiesa della SS. Trinità di Torre Annunziata, centinaia di persone hanno assistito al dialogo tra Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, e don Tonino Palmese, vice presidente della Fondazione Pol.i.s., referente campano di Libera e direttore dell’Ufficio Giustizia e Pace della Diocesi di Napoli. Tema dell’incontro "Politica degli impegni. Gli impegni della Politica". Dopo una breve introduzione di Lello Ricciardi, dei Riformisti per il Mezzogiorno, nonché membro della segreteria provinciale del Pd, ha preso la parola il sindaco De Luca. Nel suo intervento egli ha sottolineato come la mancanza di lavoro aiuta la camorra ad assoldare la manodopera per i suoi loschi affari. «Si può rifiutare - ha affermato - l’offerta di un lavoro da parte della camorra, ma fino a quando? Molti giovani sono costretti a cedere proprio perché non hanno nessuna alternativa per assicurare un’esistenza dignitosa per sé e i loro familiari. Certo, questo loro comportamento non va giustificato; ma come giustificare il comportamento di uno Stato che sottrae al Mezzogiorno ben 31 miliardi di fondi Fas (fondi per le aree sottosviluppate) su 53,7 stanziati dal governo Prodi nel 2007 proprio per ridurre il divario esistente tra il Nord e il Sud d’Italia?». Il sindaco De Luca ha poi parlato della sue esperienza da primo cittadino nella città di Salerno. «Anche qui da noi - ha continuato - esiste la camorra, anche se non ai vostri livelli. Ebbene, noi l’abbiamo sempre combattuta, abbiamo cacciato dalle istituzioni chi era colluso con essa, non ci siamo mai piegati alla sua arroganza. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti». Don Tonino Palmese, nel suo intervento, tra gli altri argomenti, ha ringraziato De Luca per aver accolto nella suà città la famiglia di Teresa Buonocore, originaria di Portici, che fu ammazzata dalla camorra per aver testimoniato contro lo stupratore della figlia.