A cura della Redazione
Ponte di via Sepolcri e depuratore, la fiera dei sogni Quando sembrava tutto volgere alla soluzione definitiva, mancava infatti solo la firma del generale Jucci in calce all’autorizzazione per far entrare in funzione il collettore, ecco che il ponte di via Sepolcri diventa di nuovo una chimera. Il sindaco di Castellammare Luigi Bobbio, che in un primo momento si pensava avesse firmato il decreto per l’immissione delle acque fognarie nel depuratore stabiese, in realtà ha passato la “patata bollente” nella mani del commissario dell’autorità di bacino del fiume Sarno Roberto Jucci. Che, per quanto ci è dato sapere, non sarebbe disposto a firmare in quanto in prossimità di scadenza del suo mandato. L’annosa questione, quindi, ora ripassa nelle mani della Regione, e precisamente dell’assessore all’Ambiente Edoardo Cosenza che, in una recente sopralluogo effettuato a Torre Annunziata insieme al consigliere regionale di Noi Sud Raffaele Sentiero, aveva dichiarato che il ponte sarebbe stato installato entro questa estate. E intanto la città di Torre Annunziata continua a subire la mortificazione di essere isolata dal comune di Boscotrecase da ben 5 anni, quando la società Autostrade Meridionali demolì il ponte per poter realizzare la terza corsia. Per raggiungere l’ospedale civile di Sant’Anna e Maria SS. della Neve, nonché il cimitero di Torre Annunziata, i cittadini torresi devono effettuare un largo giro lungo via Principio, strada che spesso non riesce a smaltire la grossa mole di traffico, soprattutto in determinati periodi dell’anno. E ci eravamo anche illusi che con l’allacciamento del collettore al depuratore entro il mese di giugno venivano soppressi gli oltre venti scarichi abusivi dei liquami fognari nelle acque del nostro litorale. Il che lasciava presupporre finalmente un ritorno alla balneabilità del nostro mare, dopo 38 anni di assoluto divieto. Mentre noi piangiamo, però, Portici sorride. Infatti, dopo 40 anni, il mare della cittadina vesuviana è di nuovo balneabile. L’annuncio dell’assessore comunale all´Ambiente Franco Santomartino si basa sui dati forniti dall’ultimo rapporto Arpac. Su tre siti porticesi ne sono stati bocciati due, ovvero l’ex Risorgimento e Pietrarsa. Promossa a sorpresa invece la spiaggia delle Mortelle. «Eppure il collettore di Torre Annunziata poteva entrare in funzione già nel 2003 - come ha affermato recentemente l’ingegnere Bruno Orrico, dirigente dell’Ufficio Tecnico del comune oplontino - perché l’impianto di depurazione fisico-chimico aveva superato brillantemente la fase del collaudo. Se allora si fosse allacciato il collettore all’impianto di depurazione, il tunnel all’uscita del casello autostradale di Torre Sud non si sarebbe mai allagato e l’automobilista napoletano non sarebbe mai morto per annegamento. Inoltre, non ci sarebbe stato alcun problema per la messa in opera del ponte di via Sepolcri». E, invece, l’autorizzazione non fu mai data perché si optò per la trasformazione dell’impianto di depurazione da fisico-chimico in biologico. «Nell’ottobre del 2008 - ha continuato Orrico - con la messa in funzione dell’impianto biologico si tentò di nuovo di allacciare il collettore al depuratore, ma anche questo tentativo risultò vano. Con il nuovo sistema i liquami vengono trasformati in acqua e in fanghi. L’acqua viene riversata direttamente in mare, ma potrebbe servire anche per l’irrigazione dei campi, mentre i fanghi vengono trattati sul posto in un fangodotto». Con l’allacciamento del collettore al depuratore, il vecchio sistema fognario, un tratto del quale attraversa la corsia autostradale ad appena due metri di profondità, verrebbe definitivamente soppresso e, quindi, non ci sarebbe più nessun problema per la messa in opera del ponte ad un’altezza dal suolo di 5 metri e 80 centimetri. Ma il vantaggio derivante dall’entrata in funzione del collettore fognario, che riuscirà ad assorbire una massa di liquami pari a 15 metri cubi al secondo, sarà anche quello di evitare futuri allagamenti in città ogni qualvolta che imperversa un temporale. Bene, tutto bene. Ma quando vedremo realizzato questo “sogno”? ANTONIO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 10 giugno 2011)