A cura della Redazione
Discarica, i cittadini lasciano il Comune di Boscoreale. Dubbi sul decreto legge Dopo quattro giorni di assemblea permanente, si è deciso di abbandonare il secondo presidio di protesta istituito presso il salone della Casa municipale di Boscoreale. La decisione è maturata in seguito alla riunione cittadina effettuatasi lunedì sera, dove già si era accennata la volontà di riportare tutti i cittadini alla rotonda quale punto strategico e storico della protesta antidiscarica. Conseguentemente, ieri pomeriggio, si è chiuso definitivamente il portone del Comune di Boscoreale alle spalle dei manifestanti. In serata, il programmato Consiglio comunale indetto per l’approvazione del bilancio annuale, è saltato per l’ennesima volta. Ciò non ha meravigliato le centinaia di persone che si erano accalcate alle porte della sala consiliare, accorse per l’occasione per avere l’ennesimo incontro diretto con il primo cittadino. Sembra l’ennesima beffa, invece, la pubblicazione del decreto legge 126 del 26 novembre 2010, che trasferisce alla Regione i poteri specifici per la gestione dei rifiuti. Con la nuova normativa, di fatto, viene ribadita la soppressione dalla legge 123/2008 di alcuni dei siti individuati come futuri sversatoi per i rifiuti campani, tra cui anche Cava Vitiello. Quello che non convince, invece, è quanto scritto nell’articolo 3 delle emendamento al comma b, dove si recita quanto segue: “b) è infine aggiunto il seguente periodo: «I rifiuti aventi codice CER 19.05.03, previa autorizzazione regionale, possono essere impiegati quale materiale di ricomposizione ambientale per la copertura e risagomatura di cave abbandonate e dismesse, di discariche chiuse ed esaurite, ovvero quale materiale di copertura giornaliera per gli impianti di discarica in esercizio.” Verrebbero, così, incluse nel piano per lo smaltimento del “compost non di specifica”, come riportato dal catalogo CER 19.05.03, tutte le ex cave dell’area vesuviana oggi in disuso o in abbandono e le decine di discariche, oramai colmate, presenti sul nostro territorio. Ritornando nuovamente ai luoghi delle proteste, almeno per il presidio della rotonda di via Panoramica, la presenza dei manifestanti diventa nuovamente sostanziosa i quali hanno bloccato, come oramai è solito, la viabilità nei pressi del presidio, ciò anche per fronteggiare quell’estenuante silenzio, nei confronti di questi ultimi, deciso dalle istituzioni locali. V. M.