A cura della Redazione
Discariche, riapre cava Sari. Continua la protesta dei cittadini Un´altra giornata ricca di colpi di scena è stata quella trascorsa ieri sul fronte delle proteste antidiscarica. Dopo la decisione del ritiro dell´ordinanza da parte del sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, che di fatto riapre gli sversamenti in Cava Sari, arriva, subito dopo, quellla del sindaco di Boscoreale, Giuseppe Langella, che ha revocato anch´egli il provvedimento di divieto di transito degli autocompattatori lungo il territorio comunale. La situazione diventa sempre più difficile, soprattutto per quei cittadini che stanno affrontando da mesi la battaglia per del difesa del territorio e, dell´oramai violato, Parco Nazionale del Vesuvio. In seguito alle mosse dei due primi cittadini, sono stati indetti i Consigli comunali presso le due muinicipalità. A Terzigno, l´assemblea si è svolta regolarmente, anche se non ha portato a nulla di interessante, se non la conferma da parte del sindaco che la revoca dell´ordinanza è stata la conseguenza della denuncia da parte della Procura della Repubblcia di Nola. I magistrati hanno stabilito che tale decisione era del tutto intollerabile perché priva di ogni fondamento. Invece, più problematica appare la situazione a Boscoreale, in quanto il cCnsiglio comunale indetto per la giornata di ieri è saltato per l´indisponibilità del primo cittadino. E, come al solito, i manifestanti presenti ai presidi non riescono a comprendere tali provvedimenti e, soprattutto, il perché non sia possibile portare avanti con fermezza la propia posizione. Ed è trascorsa, così, un´altra nottata. All´addiaccio, innanzi ad un falò in attesa che arrivassero i compattatori con il loro carico di veleni e in compagnia delle ritrovate forze dell´ordine che presidiano a loro volta nuovamente l´imbocco di via Zabatta. I cittadini non mollano la presa ed hanno continuato a presidiare la rotonda di via Panoramica. E come era previsto, in mattinata, sono arrivati i primi compattatori. A questo punto, i presidianti, non hanno potuto fare altro che contare fino a stamane i trenta mezzi che sono transitati, superscortati davanti ai loro occhi attoniti. Alle 9 di stamane, un folto gruppo di manifestanti, armati di striscioni e sacchetti con viveri di sussistenza, d´accordo con i comitati in lotta, si sono avviati in bus verso L´Aquila, per ricambiare l´azione di solidarietà dimostrata da alcune delegazioni dei popoli terremotati, e dove si terrà nella giornata odierna una manifestazione nazionale apartitica in cui si chiederà, con una raccolta firme, una legge atta alla messa in sicurezza di tutti i territori devastati da eventi naturali e dalla mano dell´uomo. Attendiamo con ansia il loro ritorno previsto per la serata. V.M. © Riproduzione riservata