A cura della Redazione
Vasca d´alaggio, oggetto misterioso. Rescissione del contratto? «Le imprese e il mare. E’ questo l’asse dal quale deve partire la rinascita di Torre, luogo di grande civiltà operaia ed industriale, ricca di tradizioni che pochi comuni italiani possono vantare». Era il 18 marzo del 2002 è così Antonio Bassolino, allora presidente della Regione Campania, concluse il suo discorso in occasione della posa della prima pietra per l’allestimento, nell’ex area Deriver, del cantiere nautico Aprea-Ferretti. Con la costituzione del Polo Nautico a Torre Annunziata, l’asse di cui parlò Bassolino si è arricchito col tempo di nuove realtà produttive. Oltre ad Aprea-Ferretti (ora solo Aprea visto che Ferretti ha ceduto interamente le suo quote azionarie all’imprenditore sorrentino), ci sono adesso i cantieri Gagliotta, Air Naval Yacht e Peninsula Navis, quest’ultima azienda specializzata nel restauro di imbarcazioni d’epoca in legno. Di questi, solo il cantiere Aprea, però, è dotato di una vasca d’alaggio per il varo dei propri natanti, ottenuta attraverso l’escavo di un canale per far confluire le acque, in quel tratto costiero, in una darsena all’interno del cantiere. Da qui la necessità di realizzare una vasca d’alaggio che possa permettere sia il varo delle imbarcazioni prodotte dalle imprese nautiche del posto, sia la messa in mare di quelle in rimessaggio presso gli stessi cantieri. Per il varo della prima imbarcazione, un Wade Body, l’Air Naval fu costretto a trasportarlo via terra, fino alla spiaggia di Rovigliano. In quell’occasione ci fu il cedimento del manto stradale che fece slittare l’operazione di varo. Per il Conam 75, dei cantieri Air Naval, fu utilizzata, invece, la vasca d’alaggio di Aprea-Ferretti. Infine, in occasione del varo di “Laura” (commissionata al cantiere Air Naval da Ustica Lines), una motonave veloce per il trasporto passeggeri, si utilizzò per la prima volta lo scivolo d’alaggio, realizzato dalla Tess-Costa del Vesuvio, per il quale furono spesi 250 mila euro. Quindi la realizzazione di una vasca d’alaggio a gestione pubblica diventava sempre più una necessità improcrastinabile. Un primo progetto per la sua esecuzione fu presentato nel lontano 2005 dalla Tess, ma l’Autorità di Bacino non rilasciò mai l’autorizzazione, perché l’area in cui andava a collocarsi confliggeva con la realizzazione della seconda foce del fiume Sarno. Nel gennaio 2008 l’Amministrazione comunale presentò un progetto alla Regione Campania per la costruzione di due vasche d’alaggio e di una banchina, affinché le imbarcazioni varate potessero essere collaudate e completate nell’arredamento. Progetto mai finanziato. Intanto la Tess non abbandona il progetto originario della vasca d’alaggio e, dopo avervi apportato alcune modifiche, ci riprova. Il procedimento, affidato all’ingegnere Massimo Sbriglia, giunge così alla sua fase cruciale, con l’indizione del nuovo bando (10 aprile 2009) per la realizzazione in tempi rapidi della vasca d’alaggio, progettata su una superficie di 4 mila metri quadrati in modo da poter accogliere imbarcazioni fino a 35 metri di lunghezza e 10 metri di larghezza. L’importo a base d’asta fu fissato in poco più di 780 mila euro con fondi messi a disposizione dalla Regione Campania. Tutto, quindi, sembrava volgere al meglio: la gara viene espletata ed i lavori affidati alla società appaltatrice. Ma ecco sopraggiungere il solito intoppo. I tecnici della società aggiudicatrice dell’appalto ritennero, infatti, che il progetto non fosse cantierabile perché necessitava di modifiche sostanziali che avrebbero comportato anche una revisione dei prezzi. Da qui il contenzioso con la Tess e la volontà da parte della società di sviluppo torrese-stabiese di rescindere il contratto. In conclusione, fino alla primavera del prossimo anno della vasca d’alaggio non se ne parlerà. Anche se in un recente manifesto affisso in città dalle forze politiche che sostengono l’attuale governo cittadino, la vasca d’alaggio è data come opera infrastrutturale realizzata da questa Amministrazione. Scarsa informazione o demagogia? BENNI GAGLIARDI (Dal settimanale TorreSette del 12 novembre 2010 ) © Riproduzione riservata