A cura della Redazione
Zone franche urbane, lunedì incotro a Napoli a Palazzo San Giacomo Un incontro urgente per discutere dei provvedimenti con cui la manovra finanziaria ha rivisitato le zone franche urbane in non meglio definite e chiare zone a ‘’burocrazia zero’’, e decidere le iniziative istituzionali da intraprendere. Tutto questo con l’obiettivo di scongiurare il rischio che venga meno uno strumento tanto atteso dai sindaci per il rilancio di alcune zone svantaggiate d´Italia. Questo il senso dell’iniziativa promossa dall’Anci che si svolgerà lunedì 14 giugno a Napoli presso la Sala Giunta a Palazzo San Giacomo a partire dalle ore 11. Parteciperanno i 20 sindaci delle zone franche urbane, i cui termini di attuazione, in base ad un emendamento al decreto mille proroghe di fine 2009, avrebbero dovuto essere definiti da un decreto attuativo. “Alla luce degli incontri di ieri sulla manovra finanziaria e della irremovibilità dimostrata in questi giorni, siamo sempre più preoccupati del futuro di questo strumento e del mantenimento degli impegni assunti dal governo, su cui facciamo ancora affidamento”, sottolinea Micaela Fanelli responsabile politiche comunitarie Anci che ha promosso l’incontro di lunedì. “L’articolo 43 della manovra che istituisce le zone a ‘burocrazia zero’ apre di fatto rilevanti dubbi interpretativi, e, nella misura in cui tali interpretazioni conducano a ritenere ‘cassate’ le zone franche ‘vere’, vanifica uno sforzo durato anni in favore di uno strumento potenzialmente utile, in particolare per il Mezzogiorno”, rincara Fanelli. La delegata Anci ricorda come “una delle proposte più importanti sottoscritta dalle otto regioni del Meridione e dal partenariato economico e sociale viene nuovamente cancellata, disattendendo quanto condiviso con le forze parlamentari, di maggioranza e di opposizione”. Tuttavia secondo Fanelli se “la proposta di semplificazione burocratica inserita in manovra fosse ricondotta alla competenza dei sindaci, e risultasse cumulativa con il regime degli sgravi fiscali proprio delle ZFU avremmo forse realizzato un meccanismo davvero attrattivo per i territori interessati e potenzialmente vantaggioso per l’insediamento di nuove imprese”. Ma l’atteggiamento fin qui tenuto dal governo non depone certo a favore. “Desidero ricordare che l’Anci, in questi ultimi mesi, ha più volte sollecitato il ministero dell’economia ad emanare il decreto attuativo previsto dalla legge, con il quale si sarebbero dovute stabilire condizioni, limiti e modalità di applicazione delle esenzioni fiscali sulle ZFU senza ottenere, ad oggi, alcun riscontro”, conclude la delegata Anci.