A cura della Redazione
Legalità&Sviluppo, manifestazione il 5 giugno per le vittime delle mafie Se non vogliamo raccontarci balle dobbiamo dirci con chiarezza che il problema del meridione è la legalità. Per meglio dire l´illegalità diffusa che è ormai un fenomeno culturale di dimensioni spaventose. La presenza in questi territori di organizzazioni mafiose capaci di un controllo capillare del territorio, di un dominio, spesso assoluto, sulla politica, di infiltrazione dell´economia ha prodotto un mutamento culturale spaventoso in noi tutti. Viviamo senza renderci conto che molti, troppi, gesti sono viziati da illegalità, da violazioni di regole. Che sia buttare una carta per terra, il sacchetto fuori orario, parcheggiare a centro strada, magari per parlare al telefonino, accendendo le quattro frecce come se questo fosse un ´autorizzazione (fenomeno che ormai è divenuto tragicamente comico), fino alle piccole truffe alle assicurazioni, al fregare con furbizia quello che si può. Quando era attivo il contrabbando di sigarette, queste si vendevano per strada come se fosse normale, spesso sotto gli occhi di tutori dell´ordine che le compravano anche loro tranquillamente. Il "tanto così fan tutti". Senza renderci conto che questo rende penosa, faticosa, stressante la convivenza civile. Perchè anche la cosa più banale diventa un problema ed ha un percorso tortuoso. In questo brodo colturale la malavita organizzata la fa da padrona e ci prospera. Cosi il diritto diventa favore, o dall´altro lato abuso. E tutti ne paghiamo le conseguenze, perchè a fronte di qualche furbizia che lucriamo molto più spesso ognuno di noi subisce abusi, prepotenze che lasciano amareggiati. In questo quadro abbiamo dato il potere a classi dirigenti semplicemente troppo spesso incapaci a fare della legalità, della trasparenza , del rispetto di leggi e regole il "fil rouge" della buona amministrazione. Dove sono finiti gli assessorati alla trasparenza? alla legalità? Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Città, provincie, regioni in uno stato di degrado assoluto, economicamente impoverite, sporche ogni oltre immaginazione, dal territorio devastato perché anche la munnezza è appannaggio delle mafie. In quale paese vivremo? Quale sarà il nostro futuro e cosa lasceremo ai nostri figli? Davvero pensiamo che si può vivere, o anche solo sopravvivere in questo modo? Vogliamo continuare a pensare che un giorno qualcuno con la bacchetta magica ci possa liberare da questa cappa? Non esiste nessuna bacchetta, nè arriverà nessun uomo della provvidenza. Potremo salvarci solo se noi cominceremo a dare peso concreto alla parola legalità. Non con i grandi progetti di lotta alle mafie che poi spesso si concludono in tante belle chiacchiere, pure importanti sia chiaro, ma che poi hanno il solo effetto di tacitare le nostre coscienze. Non si tratta di trasformarsi in eroi come Saviano, nessuno di noi lo è, ma semplicemente in cittadini consapevoli. Io non butto le carte per terra perchè la città è anche mia e la mantengo pulita. Non parcheggio in doppia fila perchè rispetto le regole, prima di tutto della civiltà, non partecipo a piccole grandi truffe dell´assicurazione. Non perchè sono più onesto, ma perchè poi non avrò diritto di lamentarmi se a Napoli un ´assicurazione costa 10 volte che a Firenze. Nel contempo non chiedo quel certificato o quel servizio come fossero favori. Li chiedo perchè sono un mio preciso diritto. E rivendicando quel diritto obbligo l´altro a compiere il proprio dovere. Chiedo lo scontrino fiscale perchè altrimenti le tasse che evade quel negoziante toccherà a me pagarle. Altrimenti cambio esercizio. Non sono cose semplici neanche queste. Ma senza un salto culturale di questo tipo, una metamorfosi, non credo che questa battaglia possa esser vinta. E in un circuito di legalità le mafie soffocheranno, perchè mancherà loro il terreno per crescere. E non possiamo limitarci a lamentarci, dobbiamo spenderci quel poco o quel tanto che siamo in grado. Sopratutto ora che nei nostri territori stiamo constatando con mano la presenza di uno "stato" che c´è, s´impegna, è al fianco dei cittadini onesti con un controllo del territorio mai visto prima d´ora. Per queste considerazioni e sopratutto per affiancare la magistratura, le forze dell´ordine e le raltà associative che per anni hanno da sole costituito un baluardo di legalità in questi territori, abbiamo deciso di lanciare l´idea del Forum per la Legalità in tutta l´area vesuviana con capofila il territorio di Torre Annunziata che metta in rete tutte le realtà sociali, economiche, produttive, associative ad impeganrsi a fianco di chi spende quotidianamente il proprio impegno a favore della legalità! Per questo il Centro Studi Legalità&Sviluppo, di concerto con A.L.I.L.A.C.C.O., Libera, le Associazioni e le Istituzioni di Torre Annunziata, sta organizzando per sabato 5 giugno, a pochi giorni dalla memoria della strage di Capaci e dallo "sfregio della stele del Penniniello", una commemorazione pubblica in onore del giudice Falcone, della sua scorta e di tutte le vittime della violenza camorristica e mafiosa. Un segno che l´attenzione sul tema della legalità e sui suoi simboli più rappresentativi non potrà, da oggi in poi, mai più venire meno. FRANCO M. vesuvionline.ilcannocchiale.it/