A cura della Redazione
Un semplice test per restare giovani. Ne parla il dott. Sorrentino Dopo oltre un anno di ricerche, coordinate dalla divisione guidata dalla dr.ssa Daniela Mologni, tecnologa farmaceutica, la NGC Medical SpA, con la consulenza del prof. Nicola Sorrentino (foto), medico-nutrizionista di Torre Annunziata che svolge la sua attività a Milano, specialista in scienza dell’alimentazione e dietetica, e del dott. Bruno Mandalari, specialista in dermatologia clinica e chirurgica, ha lanciato, da pochi giorni, sul mercato italiano, un nuovo test semplice e alla portata di tutti che permette di scoprire come contrastare l’invecchiamento in generale. Dal nostro DNA nasce la formula per sconfiggere il tempo o, per lo meno, contrastare l’invecchiamento. La notizia è apparsa anche su Il Corriere della Sera dell’11 marzo 2010. La soluzione è NutriGeneCode, un test non invasivo che permette a tutti di scoprire il proprio tallone di Achille e, quindi, di intervenire in maniera preventiva per rimanere giovani e sani il più a lungo possibile. Ci siamo rivolti al professor Sorrentino per avere dei chiarimenti su questa nuova metodica. In cosa consiste questo nuovo procedimento e a cosa serve? «NutriGeneCode è un vero e proprio test, che consente di identificare la predisposizione ai meccanismi di invecchiamento grazie alla mappatura di determinate mutazioni del DNA. Il vantaggio di questo tipo di indagine è di non essere per nulla invasivo. Il medico lo attua sfiorando, con un apposito tampone, le mucose della bocca e preleva così alcune cellule che vengono poi inviate per le analisi, in un rinomato laboratorio di ricerca sul DNA negli Stati Uniti. Da qui, tempo un mese, arrivano i risultati in base ai quali si stende una sorta di strategia d’attacco contro il tempo». Quindi lei sta dicendo che con l’ausilio della genetica possiamo prevenire alcuni aspetti negativi dell’avanzare dell’età? «È mia convinzione che la genetica sia la nuova frontiera del well being, una sorta di “fonte dell’eterna” giovinezza perché, in maniera attendibile, ci dà la possibilità, di prevedere come il nostro corpo reagirà e si comporterà in futuro. Di conseguenza, mettendo in atto preventivamente comportamenti alimentari virtuosi e con l’assunzione di integratori dedicati, potremo mantenerci più sani e giovani». Ma in che modo i risultati del test sul DNA ci potranno dire come diventeremo? «Attraverso gli SNPs. Per chiarire è utile fare un passo indietro. Anni fa lo Human Genome Project, oltre ad aver rivelato la sequenza del DNA umano, ha messo in luce come ciascuno di noi abbia il 99,9% di identità genetica con gli altri. La variabile, quella, cioè, che determina le caratteristiche individuali, si limita allo 0,1% di materiale ereditario dato da piccole variazioni di sequenza chiamati SNPs (single nucleotide polymorphisms). Bene, proprio i gruppi di queste variazioni, sommandosi, determinano la suscettibilità o la resistenza a molte delle malattie più comuni, come il diabete, l’alzheimer, ecc.». Quindi è attraverso gli SNPs che possiamo modificare il nostro destino? «Non esageriamo. Per prima cosa la suscettibilità a una patologia non coincide con la certezza di ammalarsi, ma indica un rischio più alto rispetto alla popolazione generale. In secondo luogo, la comparsa dei sintomi è dovuta all’interazione tra il corredo genetico e i fattori ambientali. Nel caso, poi, del nostro test, gli SNPs presi in esame sono quelli che riguardano l’invecchiamento e le sue cause concomitanti sulle quali è possibile intervenire per tempo, tenendo così alla lontana, per esempio, le problematiche relative ai vari metabolismi, all’infiammazione e all’apparato scheletrico». Lei vuole dire che una volta accertate le nostre suscettibilità potremo contrastare i processi di invecchiamento? «Certamente, con due armi tanto efficaci quanto innocue: un’alimentazione mirata e il supporto di integratori ad hoc già in commercio nelle farmacie. Il test, invece, può essere somministrato solo da personale medico adeguatamente formato dalla rete di NGC Medical». Per semplificare, per non invecchiare o per farlo bene, sarà sufficiente ricorrere a un corretto regime alimentare coadiuvato dagli integratori più utili? «Il discorso, come mi è capitato di dire più volte è molto più ampio. Non è solo la dieta che può influenzare il decorso biologico della vita. Sono importanti altri fattori: integrazione mirata, ottimo senso della spiritualità, minor senso dell’urgenza, migliore gestione dello stress, sentirsi utili, desiderati e amati». Sentirsi amati è, quindi, un modo per non invecchiare? «Dico che sentirsi amati è il modo per sentirsi vivi, sempre».