A cura della Redazione
Volete un figlio maschio? Seguite i consigli di don Pasquale... Avviso importante per le giovani coppie. Se volete avere un figlio maschio c’è Pasquale D’Ambrosio che vi spiega come si fa. Basta andare a fare il bagno sulla spiaggia del Calcare, a Seiano (una frazione di Vico Equense). Sugli scogli nei pressi del secondo chiosco incontrerete sicuramente un arzillo vecchietto (ottantasei anni e sei mesi per la precisione), ma se lo vedete arrampicarsi sugli scogli e tuffarsi a mare non gli dareste neanche 16 anni. Alto poco più di un metro e mezzo l’arzillo nonnino è originario di Torre Annunziata “più precisamente del Vuosco Monaco”, come lui stesso precisa. Poi nel 1952 Pasquale si è trasferito con la moglie in una casa di Vico Equense, perché sposò una ricamatrice del negozio di corredo di Torre Annunziata, «L’Arte del Ricamo», dalla quale ha avuto due figli, entrambi maschi. E non poteva essere che così. Se sostate sulla spiaggia nei pressi della sua postazione sarà Pasquale stesso ad avvicinarvi, specialmente se siete accompagnati dalla vostra signora o fidanzata. Il motivo è di illustrare il suo metodo infallibile per fare i figli maschi. Chiariamo subito che don Pasquale è persona tutta di un pezzo e non lo fa per soldi. Solo che l’anziano pensionato è uomo all’antica, come lui afferma, maschilista convinto. Ha il chiodo fisso di far aumentare il numero dei maschi sulla faccia della terra. Si presenta così: “Non ho studiato ma ho fatto carriera nella fabbrica Lepetit, settore chimico”. Ed a queste parole fa un cenno d’intesa come a dire adesso vi rendete conto dove sta il trucco. “Mi hanno congedato con una medaglia d’oro, dopo quarantacinque anni di servizio”. Il suo è un metodo astrologico “garantito al cento per cento”. Pasquale D’Ambrosio vuol fare aumentare la popolazione del cosiddetto sesso forte perché è sicuro che i maschi danno maggiore soddisfazione alle coppie di sposi. Trasmettono i dati genetici positivi da una generazione all’altra “per migliorare la società”, come lui stesso asserisce -. “Il metodo - spiega D’Ambrosio - è stato studiato da un mio direttore della Lepetit. Lui faceva gli esperimenti sul campo. Consigliava ai giovani il tempo per accoppiarsi e poi controllava se ci aveva azzeccato. Teneva un taccuino di appunti che mi ha lasciato in eredità. Io ho continuato le ricerche con i conigli – rivela - ed ora ho un sistema sicuro”. Il segreto consiste nel combinare, sulla base di un’apposita tabella (che per ogni mese dell’anno prevede un numero corrispondente), il mese di nascita della futura partoriente con quello di concepimento del nascituro (la somma dei due numeri corrispondenti deve risultare dispari). A riprova della sicurezza del risultato finale, il simpatico ottuagenario, mostra un elenco (nome, cognome e indirizzo) di professionisti di Castellammare di Stabia, che grazie a lui hanno avuto la soddisfazione di appendere il tanto sospirato fiocco azzurro sulla porta di casa. “A più di quattrocento coppie in tutto il Paese ho dato la felicità di avere il figlio maschio - assicura -. Ora ho scritto al Presidente della Repubblica, a quello del Senato ed al presidente della Camera dei deputati (e mostra una ricevuta di ritorno di una raccomandata inviata a quest’ultimo) perché mi aspetto un riconoscimento ufficiale. Le cose non vanno più bene nel nostro Paese; quando sono andato in pensione il frigorifero era pieno tutti i giorni, ora, invece, lo tengo mezzo vuoto”. Ma è sul sociale che don Pasquale esprime le convinzioni più personali. “Al giorno d’oggi non si vive bene perché le femmine sono troppe sulla faccia della terra – conclude –. Più aumentano e più diventando cattive; così accadono tante brutte storie che sentiamo alla televisione. Mussolini ricompensava gli sposi per ogni figlio che mettevano al mondo. Però quando si facevano grandi li mandava alla guerra e li faceva morire. Ora diffondo il mio metodo tra i carabinieri e le forze armate, così tanti bravi giovani che si sacrificano per il Paese possono avere la consolazione di trasmettere le loro virtù ad un erede maschio”. MARIO CARDONE