A cura della Redazione
Il miraggio della fascia di costa Le bellezze dimenticate di Torre Annunziata. Ci troviamo in località Rovigliano, le cosiddette “sette scogliere”. Un panorama stupendo con alle spalle il Vesuvio e davanti l’isola di Capri. Ma ad un tiro di schioppo proprio dallo scoglio di Rovigliano. Una spiaggia chilometrica, con sabbia vulcanica e scogli (sette lingue), che viene interrotta solo dal cantiere nautico Aprea Ferretti, per poi riprendere e proseguire fino al porto oplontino. Attigua alla spiaggia una fascia costiera di circa 20 mila metri quadrati, di proprietà del Comune, che comprende gli ex suoli della Deriver e dell’Ilva, oltre ad un capannone (nella foto, in fondo al viale) di circa 7 mila metri quadrati. Un’area di costa invidiabile, ma completamente abbandonata. Eppure su quest’area è stato prodotto, nei primi anni del 2000, un piano di fattibilità dalla società Fintecna, commissionato dal comune oplontino con fondi regionali, per la riqualificazione della fascia di costa. Studio puntualmente effettuato, ma mai concretizzatosi in un progetto. Nel mese di marzo di quest’anno, l’argomento è tornato d’attualità. Il Consorzio Nautico Regionale Campano, incaricato dal Comune per la redazione del Piano Urbanistico attuativo (Pua), ha presentato al sindaco Giosuè Starita anche una proposta per la redazione di un progetto di trasformazione dell’intera area. Si parte dall’ex capannone, a ridosso del cantiere Aprea-Ferretti. Secondo il progetto, l’edificio industriale verrebbe completamente ristrutturato e adibito, successivamente, a centro di formazione e ricerca, a supporto delle aziende nautiche che operano sul territorio. Verrebbe creato un grande parco pubblico attrezzato con un centro sportivo completo di campi da gioco e piscina pubblica. Infine saranno realizzate strutture leggere per il turismo come chalet, bar e chioschi oltre ad un’area fieristica. Costo dell’intero progetto, circa 20 milioni di euro. “Potremmo attingere a due fonti di finanziamento - dichiarò allora il primo cittadino Starita -. Le risorse non utilizzate per Villa Romana (circa 25 milioni di euro, ndr) che, pur essendo destinate ai comuni del contratto d’area torrese-stabiese, potrebbero essere reinvestite sul nostro territorio. E quelle del “Parco progetti” della Regione Campania, di cui fa parte anche il progetto della riqualificazione della fascia di costa”. Il Consorzio, intanto, ha redatto il Pua ed il progetto della riqualificazione della fascia di costa. La giunta l’ha anche approvato e inviato alla Soprintendenza di Napoli. Si resta ora in attesa del parere dell’Ente napoletano per passare alle fasi successive, quella del finanziamenti e della concretizzazione delle opere. Per i tempi non ci azzardiamo a fare alcuna previsione. Ma sicuramente non saranno brevi. Allora avanziamo una proposta. Perché per la prossima estate, visto che per questa si è fortemente in ritardo, non si provvede ad una pulizia radicale della spiaggia ed ad una sistemazione, seppur sommaria, dell’ampia area a verde al fine di utilizzarla per l’organizzazione di grandi eventi estivi, tipo concerti musicali? Una location che non avrebbe concorrenza in nessun altra parte delle nostra regione: verde, mare, sabbia, scogli, Vesuvio, isola di Capri, isolotto di Rovigliano... ANTONIO GAGLIARDI