A cura della Redazione
Spazzatura: è allarme malattie Giampiero Nitrato Izzo, torrese doc, è dirigente ematologo presso l’ospedale San Gennaro, appartenente all’Asl Na 1, ruolo che ricopre da ben diciotto anni, e specialista in patologia clinica. Ha conseguito un master in management sanitario all’Università Bocconi di Milano ed è coautore di diverse pubblicazioni su riviste italiane e straniere. TorreSette lo ha intervistato in merito alla emergenza rifiuti che sta interessando il nostro territorio e alle sue ripercussioni in ambito igienico-sanitario. Dottor Nitrato Izzo, la situazione dei rifiuti nella nostra città, e più in generale in Campania, può generare qualche malattia a carico del sangue? «Purtroppo il problema dei rifiuti, come è stato ampiamente documentato, e l’allarme dell’ordine dei medici delle cinque province campane, ha determinato e determinerà, senza gli opportuni correttivi, malattie onco-ematologiche. Quelle maggiormente derivanti dalla spazzatura accumulata per le strade cittadine, e soprattutto dalla diossina, sprigionata dalla combustione dei rifiuti, costituisce un focolaio di agenti patogeni che alla lunga possono determinare malattie come le leucemie e i linfomi. Ricordo che la leucemia è un tumore del sangue che determina un aumento abnorme dei globuli bianchi e altre gravi manifestazioni». Come prevenire queste patologie? «Una profilassi immediata non esiste se non quella di evitare di inalare i miasmi maleodoranti oppure, in alternativa, dotarsi di una mascherina. Urge, però, una profilassi a lungo termine, che andrebbe fatta attraverso una programmazione che riguardi, in modo particolare, i bambini e le persone anziane che non hanno difese immunitarie per fronteggiare una patologia del genere. E’ indispensabile quindi creare, nell’ambito dei presidi dell’Asl Na 5, dei controlli di prevenzione, quali semplici esami del sangue ogni sei mesi per diversi anni, unitamente ad un banale esame radiografico del torace». Un presidio ematologico con medici esperti, esiste nel nostro comprensorio e nel bacino dell’Asl Na 5? «Mi riallaccio ad un intervento che già ho avuto il piacere di fare sul vostro giornale. Allo stato, nel nostro comprensorio, non esiste un centro di ematologia che possa curare e prevenire le malattie onco-ematologiche. In considerazione del fatto che le malattie del sangue saranno in aumento nel prossimo decennio, è quanto mai indispensabile che una programmazione sanitaria seria sul nostro territorio prenda in esame l’istituzione di un presidio ematologico nell’ambito dell’intera Asl Na 5, che sia in grado di fronteggiare e curare le emergenze onco-ematologiche di tutto il comprensorio. Io stesso, grazie all’esperienza maturata in questi venti anni, sarei molto felice di poter mettere a disposizione del comprensorio e al servizio della collettività, insieme ad altri qualificati colleghi, il mio bagaglio culturale e professionale». Quali sono le percentuali che ha una persona di contrarre una malattia del sangue? «Intorno al 10-15 per cento e purtroppo devo dire che la percentuale è in aumento a causa dell’inquinamento atmosferico». Lei è stato amministratore nell’85 con la giunta Verdezza, precisamente assessore alla Viabilità e Personale. Che idea si è fatto dell’emergenza rifiuti in Campania? «L’emergenza rifiuti è una faccenda atavica. Risale, infatti, al ‘94; da allora poco o nulla si è fatto, diventando uno dei mali cronici della nostra Regione. Io credo che ciò sia dovuto ad un’incompetenza di fondo di coloro che hanno gestito questa emergenza non affidandosi a persone competenti. Basti pensare ai problemi dei termovalorizzatori che qui suscitano la ribellione dei cittadini, mentre in altre parti d’Italia la loro realizzazione è vista come un toccasana sia dal punto di vista ambientale che economico. Una seria programmazione e una precisa informazione avrebbero portato alla realizzazione di termovalorizzatori sia nel napoletano che nelle province di Salerno e Avellino, con effetti benefici sulla salute innanzitutto, ma anche sul piano prettamente economico. Ricordo, infatti, che i rifiuti possono essere utilizzati come fonte di energia». DOMENICO GAGLIARDI