A cura della Redazione
La Festa e i giovani torresi Erano da poco passate le ventitrè, quando l’ultimo botto sparato in cielo chiudeva ufficialmente i festeggiamenti del 22 ottobre. Una festa un po’ strana: se da un lato si è notata una maggiore partecipazione di giovani, dall’altro è mancata - esclusa la giornata di lunedì 22 - la grande folla, quella solita, tradizionale. Senza addentrarci in un’analisi sociologica delle motivazioni che hanno indotto la gente a restare a casa, possiamo senz’altro affermare che il clima non è stato dalla nostra parte, con temperature che si sono abbassate di colpo. Ma torniamo alla Festa. Sempre di grande suggestione la processione del 22 ottobre, con il trono della Madonna della Neve portato a spalle dai pescatori per le strade cittadine. E quest’anno la loro fatica è anche aumentata. Per la prima volta la Madonna ha percorso via Maresca, poi via Tagliamonte e infine via Dino, per raggiungere la chiesa del Buon Consiglio, inaugurata dopo alcuni anni di lavori di ristrutturazione. Ma lungo queste strade è mancato il calore e l’abbraccio della grande folla. Come sono mancati i botti che annunciavano l’uscita della Madonna dalla Basilica. Questione di permessi non concessi o richiesti con ritardo. Ma la commozione della gente al passaggio della Madonna c’è e ci sarà sempre. Forse è l’unica cosa in cui ancora credono i torresi, visto lo stato di degrado in cui versa la città. Ma non attendiamoci miracoli in tal senso, la salvezza della città dobbiamo costruirla con le nostre mani, come bene ha scritto Massimo Corcione nell’ultimo editoriale su TorreSette. A differenza degli anni scorsi, le manifestazioni civili hanno visto la partecipazione attiva di giovani e giovanissimi: le esibizioni degli allievi di tre scuole di danza; il festival di gruppi musicali; il concerto di Vincenzo Pinto (quello di Amici), del gruppo Senso Unico e di Mirko; la rappresentazione teatrale del musical “Scugnizzi”, della Linea Medica. E quando si esibiscono i giovani, è assicurata una grande partecipazione dei loro coetanei. Solo la serata del 24 è stata dedicata agli over anta, con il concerto di Francesca Maresca, accompagnata da un quintetto di musicisti di prim’ordine. Infine una breve riflessione. Capita sempre più spesso che durante i giorni dei festeggiamenti ci sia cattivo tempo, con la soppressione di talune iniziative. Non sarebbe opportuno, allora, concentrare gli spettacoli all’aperto nella festività del 5 agosto e lasciare al 22 ottobre la processione, gli eventi culturali e i fuochi pirotecnici? BENNI GAGLIARDI