A cura della Redazione
"Vangelo e Costitutzione", 13a puntata Vangelo e Costituzione 13ª Puntata La centralità umana nel progetto divino (Tullio Pironti Editore, 2014) L’applauso liberatorio scrosciò come grandine a primavera, foriera di desideri, di nuovo, di labbra pronte ad aprirsi per intervenire, domandare, partecipare… Solo Anselmo all’ultima fila teneva le mani in tasca e le pupille assenti sul manifesto che annunciava per la domenica il corteo anticamorra. Ma doveva relazionare l’avvocato, che, compresa l’antifona, riempì una decina di minuti con astratte cianfrusaglie. Poi inaspettatamente si insinuò a gamba tesa lo spilungone, ammaestrato per secoli in spesse mura con poche vocazioni: – Ti esorto a recitarmi le fondamenta esegetiche da cui estrapoli le tue elucubrazioni sul significato eziologico del ruolo del Figlio di Dio, che ha assunto esclusivamente le sembianze, dico le sembianze, umane per riscattare il peccato originale. Il Figlio di Dio si è chinato sulla terra solo per supportare le anime, non per mutare l’immutabile. Voleva spezzare le ossa al blasfemo prima ancora che iniziasse il dibattito, che si annunciava senza peli sulla lingua dopo la breve ma intensa relazione del diciottenne, appena diplomato all’istituto tecnico. Ma Gesù Esposito di Scampia, e di Forcella, non si accasciò sul fango, non si frantumò tibia e perone, scattò di testa e segnò un eurogol all’incrocio dei pali: – Vangelo di Matteo, 25:40: … tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Giovanni, 18:36: Il mio regno non è di questo mondo… Luca, 17:20-21: «Quando verrà il regno di Dio?… Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Matteo, 12:28: … è giunto a voi il regno di Dio. Matteo, 25:31-34: … Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli… Allora… dirà: “Venite… ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo”. Gesù snocciolò i versetti con ferma dolcezza e spiegò: – Come si può negare la centralità umana del progetto divino? Tutto il bene e il male che fate ad un essere umano l’avete fatto a me! È la persona, su questa terra, l’obiettivo del messaggio evangelico! Il Nazareno contrappone il mondo come è, pieno di ingiustizie, al regno dei cieli caratterizzato dalla giustizia. Il mio regno non è di questo mondo significa che il regno è diverso dal mondo così com’è. Ma questo mondo è comunque il luogo in cui costruire il regno attraverso l’amore attivo. Questo mondo si trasformerà in regno grazie all’impegno di tutti noi, a cominciare dagli apostoli: Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo (Giovanni, 17:18). Il regno dei cieli è il mondo trasformato! Poi continuò: – Matteo, 25:35-36: … ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi… Gesù non si limita ad elencare delle pur lodevoli opere buone individuali, ma redige un articolato programma collettivo di cambiamento del mondo che lo conduca alla giustizia sociale, economica, politica… Prevede l’equa distribuzione delle risorse prodotte, a partire dal cibo, e delle risorse naturali, dall’acqua al petrolio; la negazione di qualunque forma di esclusione, in particolare dei diversi; la necessità di una vita dignitosa per tutti, di strutture sanitarie adeguate per tutti, di istituti di pena umani… E ancora: – Matteo, 10:34: Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Matteo, 23:2 e 4: … gli scribi e i farisei… Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 10:27: Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. Luca, 19:40: … se questi taceranno, grideranno le pietre. Gesù di Scampia era così convincente da sembrare egli stesso Gesù di Nazareth: – Io sono qui per amare… e praticare… l’amore, per amare gridando, lottando contro l’ingiustizia, le discriminazioni sociali, lo strapotere delle banche… per combattere contro gli scribi che vogliono escludere dal regno la povera gente… Alle ultime file vedo parecchi studenti. Ragazzi, voi nel regno sarete i primi, non nei cieli, ma sulla terra, sulla terra, ora! Organizziamoci e lottiamo insieme! Cominciamo dal numero chiuso nelle università! È contro ogni principio cristiano e laico: impedisce ai giovani il pieno sviluppo della persona, voluto dalla Costituzione. Teologus ringhiò ferito quasi a morte: – Quando si è privi di ragioni, si offende. Io non sono uno scriba, io sono un ministro di Dio e proferisco verbo in Suo nome. Hai menzionato a casaccio frasette raccattate nel fiume sacro, ma non hai l’illuminazione ermeneutica per decodificarle. Lascia lo scettro nelle mani dei sapienti, gli unici in grado di incarnare i testi scritti dai quattro evangelisti. – Innanzitutto scusa se ho dato l’impressione di essere scortese. Sui Vangeli il discorso è complicato. Nelle chiese si dà per scontato che furono scritti direttamente da Matteo, Marco, Luca e Giovanni, durante la loro vita, subito dopo la morte di Gesù. Invece sono solo i vangeli, fra i tanti che circolavano, che la Chiesa ha scelto e inserito nella Bibbia. E non lo ha fatto subito. Solo all’inizio del 400 d.C. papa Innocenzo I li rese canonici, rendendoli gli unici vangeli da diffondere. Ma gli studi e le discussioni si rincorsero per secoli, a cominciare dal 140 e si protrassero fra concili e sinodi fino al sigillo di Innocenzo. – Ma tacciati, sei un dozzinale perito elettrico. Dove ti avventuri senza i raffinati calzari del teologo? – Io sono alla ricerca della verità. Quindi non so se gli orientamenti che sto esponendo siano veri, però mi pare che ammetti l’incertezza temporale sulla stesura dei vangeli ufficiali. Neanche gli studiosi più preparati sono riusciti ad essere categorici. Si va dal 40 al 150 d.C.. E ognuno ci ha messo del suo nei vari periodi storici. Non solo, ha anche raccolto manoscritti in aramaico, li ha tradotti in greco, senza essere greco, e li ha tramandati ai posteri. Ecco perché ci stiamo rendendo conto di errori, di contraddizioni. Fra traduzioni e aggiornamenti del dotto di turno non siamo neppure certi che i vangeli che leggiamo siano quelli raccontati a voce e per iscritto dagli evangelisti! Dobbiamo fidarci della Chiesa. Ma sai fra intrighi di palazzo e finanze vaticane non mi fido al cento per cento. Non penso che Dio abbia ispirato la pedofilia o le peripezie bancarie accertate dai magistrati. Quindi può darsi che qualcuno, un po’ di secoli fa, fingendo di essere ispirato, abbia riportato quello che gli faceva comodo e non quello che era giusto, o magari abbia tradotto o interpretato in buona o mala fede in maniera errata. – Tacciati, profanatore, metti in dubbio anche l’autenticità del Vangelo e il crisma della Chiesa? – Non sono io ma Luca che, all’inizio del suo vangelo, dice: 1:1-4: Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi, come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola, è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, illustre Teofilo, perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate. E comunque io ho enunciato il mio credo, ma so benissimo che può non essere la verità. Vorrei che anche tu riflettessi sul fatto che la tua verità potrebbe non essere la verità: questa, secondo me, è l’apertura mentale. Gli astanti si travestirono da spettatori di tennis e lasciarono calamitare ritmicamente le loro fronti ora verso Teologus ora verso Gesù; ma non furono neutrali, i loro lineamenti si irrigidivano in un ghigno quando fissavano il primo, si distendevano in un sorriso quando pendevano dalla bocca del secondo. La diatriba durò a lungo, ma nessuno alzò le natiche, neanche gli studenti, anzi alla fine contestarono l’annullamento del dibattito per l’ora tarda e dovettero rimettere in tasca quesiti e sogni. Il religioso afferrò il primo treno in fuga dalla verità e dall’adolescenza rubatagli. L’avvocato agguantò un gruppetto di anziani e tenne banco con le solite ovvietà fino a che si accorse di non avere interlocutori. Il professore si rintanò in un angolo con la sua cultura senza si e senza no. Il parroco salutò affettuosamente Gesù, lo osservò mentre scompariva nella strada e, chiudendo la porta della Chiesa per aprirla, rimuginò il vangelo di Luca: Il bambino cresceva e si fortificava; pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui... Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte (Luca, 2:40 e 46-47).