A cura della Redazione
Libera Torre Annunziata ricorda Don Diana e i suoi scout Il presidio di Libera Torre Annunziata continua nel suo incisivo percorso cittadino di contrasto alla camorra. Il sodalizio intitolato a Raffaele Pastore e Luigi Staiano aggiunge un altro tassello presentando il libro “Peppino Diana, martire di Terra di Lavoro”, scritto con sapienza struggente dal vescovo emerito di Caserta, Raffaele Nogaro. Particolarmente adatto il luogo dell’incontro: la chiesa dello Spirito Santo, offerta con convinzione, quale location dell´evento, da Don Pasquale Paduano. Molti i presenti, che hanno vissuto due ore di intensa emozione per la sacralità della circostanza e per la nobile causa. Il caldo pensiero è corso subito a don Peppino ed al suo testamento spirituale: “Per amore del mio Popolo”, un messaggio di impegno sociale per la propria terra contro qualsiasi forma di violenza. Il documento si è insinuato fra i banchi, brano dopo brano, attraverso l’alterna lettura di Angela Staiano e Beatrice Pastore, che assieme a Carmela Veropalumbo hanno trafitto il cuore di tutti, indistintamente. A Loro va un doveroso ossequio. La “morte” di don Peppino ha “partorito” tante iniziative concrete, “… tante piccole scintille…”, che hanno inferto un duro colpo al crimine organizzato. Anche Torre Annunziata ha voluto accendere la sua fiammella, inviando a papa Francesco un appello per dichiarare don Peppino martire per la Giustizia: hanno già aderito centinaia di persone, fra cui don Luigi Ciotti, presidente di Libera e padre Alex Zanotelli. La presenza di monsignor Nogaro è stata garantita dal suo libro, dove ogni pagina, ogni rigo trasuda la vicinanza a don Peppino, e si è corroborata con le relazioni, di alto profilo e nello stesso tempo intrise di semplicità, di Valerio Taglione, uno dei “suoi” scout vent’anni fa e da allora “suo” testimone; di Carmine Alboretti, con le sue note di giornalista, di Peppe Franzese, impeccabile organizzatore, con le sue parole sincere ed efficaci, e di Lorenzo Tommaselli, che con fervore ha accomunato la vita di don Peppino a quella di Cristo nel dedicarsi all’altro con forza, con giustizia, con carità fino a pagare con la propria vita: attualità del Vangelo! Tanti gli interventi, interessanti, applauditi, carichi di vivace sentimento, degli scout Mattia Russo e Mario De Santis, di Federico Orsini, fra’ Luigi Rossi, Antonio Irlando, Luciano Donadio, Luigi Trapani. Il filo conduttore che ha accomunato i partecipanti è stato sia il coraggio, quello vero, di lottare per la giustizia, di accettare le sfide, di scegliere ciò che è giusto, di perseverare, sia la fiducia che don Peppino ha donato a tutti i giovani di oggi, unita ovviamente alla speranza personificata nei volti adolescenti degli scout in divisa, seduti in prima fila, più volte menzionati con tenera gratitudine. Attenta e precisa la regia di Michele Del Gaudio nel cogliere ogni momento significativo e nel coinvolgere proprio tutti. G. F.