A cura della Redazione
10 Febbraio, giornata del ricordo vittime Foibe “La verità è sempre rivoluzionaria” proclamava un intellettuale del secolo scorso, uno dei più acuti e profetici. In lucidissima sintesi stabiliva un’equivalenza, addirittura permanente, avvicinando una dimensione etica (la verità) ad una propriamente storica (la rivoluzione), ravvisando, per di più, in quest’ultima, il necessario mezzo per addivenire ad un autentico rinnovamento, ad un sicuro progresso. Poi, la storia, quella degli uomini, quella scritta dai vincitori, come sempre accade, ha confermato che la verità è solo una delle tante variabili umane e, come tale, mai certa, spesso solo un’armonia di compromesso e rigore, di coerenza e strumentali opportunismi. A tal riguardo qualcuno parla di contestualizzazioni. Così ci sono voluti sei decenni perché, con la legge 30 Marzo 2004 n. 92, il Parlamento riconoscesse il 10 Febbraio quale “Giorno del Ricordo”, per rinnovare la memoria dei tragici eventi che colpirono negli anni ’40 gli Istriani, i Fiumani, i Dalmati, vittime delle foibe e costretti all’esodo dalle loro terre. Solo un popolo, una comunità – anche la più piccola – che ha fatto i conti con la propria storia, senza infingimenti o derive negazioniste, ma con coraggio, seppure doloroso, può guardare con condivisa fiducia al tempo a venire. Occorre conoscere il proprio passato, soprattutto quello più oscuro, per evitare che ritorni, per riconoscerne, sin dai primi impercettibili segnali, il pericolo di una replica. Se si lascia il buio in una stanza è più facile credere che dentro vi sia qualcosa di misterioso, di minaccioso, o, comunque, tale da giustificare ogni nostro comportamento, anche il più crudele, il più disumano. Come accadde in Istria, in Dalmazia nel secondo dopoguerra. La dignità umana - senza distinzioni di nazionalità, colore e contingenza storica – vale più di ogni ideologia, di ogni fede, di ogni ragione, persino quella economica, la più invocata a giustificare la chiusura all’accoglienza, alla solidarietà, anche dalle nostre parti e nel nostro tempo. Quanto alla Verità, è un valore assoluto, né solo religioso, né esclusivamente laico. Un valore assoluto, seppure nei limiti umani. FELICIO IZZO assessore alla Comunità e alla Persona Comune di Torre Annunziata