A cura della Redazione
Circumvesuviana, trenta treni soppressi per sei giorni Trenta treni soppressi dal 7 al 12 gennaio prossimi. La crisi del trasporto pubblico locale, ed in particolar modo della ex Circumvesuviana (incorporata attraverso la procedura di fusione in EAV, insieme alla Sepsa e MetroCampania NordEst) sembra non finire mai. In attesa della riorganizzazione della nuova società, continuano i disagi per gli utenti. Per sei giorni non circoleranno alcuni convogli sulle tratte Napoli-Sarno, Napoli-Poggiomarino, Napoli-Baiano, Napoli-San Giorgio, Napoli-Torre Annunziata, e viceversa (per visionare gli orari dei treni soppressi, collegarsi al sito www.vesuviana.it). In pratica, si tratta delle corse introdotte a settembre per potenziare il servizio. «Questo è un pericolosissimo segnale - si legge in una nota della Segreteria provinciale OR.S.A. Autoferro-TPL - che nessuno di noi deve ignorare perché indica chiaramente il fallimento della politica “dei soli annunci” dell’assessore regionale Sergio Vetrella (con delega ai Trasporti, ndr), ovemai ci fosse bisogno di ulteriori conferme. Egli nella primavera scorsa prese un impegno coi cittadini, illustrando in pompa magna un “cronoprogramma” della riparazione dei treni, che avrebbe dovuto essere la prima pietra su cui sarebbero risorte le disastrate sorti della Circumvesuviana. A distanza di neanche un anno - prosegue il comunicato - nulla o quasi si è visto dei fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria, e, mentre l’Assessorato da un lato fa mancare i denari necessari per poter effettuare un servizio di trasporto appena appena decente, dall’altro non si fa scrupolo di incassare le penali sul contratto di servizio con la ex Circumvesuviana, per i treni non effettuati, facendole mancare ancora altre risorse, quasi come avesse un perverso disegno di affossare questa azienda». «Quel che sta succedendo in Campania - prosegue il sindacato - rasenta l’assurdo, con aziende di trasporto, un tempo floride, che servivano e servono città con centinaia di migliaia di abitanti e che ora sono state portate sull’orlo (se non oltre) del fallimento da una politica regionale miope e sorda alle istanze dei cittadini e dei lavoratori, una politica che tende solo ai risparmi, tagliando i servizi ed i salari dei lavoratori e non dei dirigenti e di tutti gli appartenenti alla “casta”, una politica che sta portando i lavoratori e i cittadini allo scontro sociale per mantenere i posti di lavoro, una politica che vuol solo privatizzare senza garanzie, una politica che ci auguriamo sarà severamente valutata e sanzionata da tutti coloro che il 24 febbraio prossimo si recheranno a votare, affinché finalmente chi ha sbagliato sia chiamato a rispondere personalmente dei propri atti», conclude la nota.