A cura della Redazione
Denunciata per accattonaggio a Pompei, nei guai donna rom E’ stata denunciata dai carabinieri al Tribunale di Torre Annunziata, E. S., una donna di etnia rom di 32 anni. Utilizzava il figlio undicenne per l’accattonaggio durante una cerimonia religiosa sul sagrato del Santuario della Madonna del Rosario di Pompei. Lei stessa chiedeva l’elemosina ai passanti portando in braccio una bambina di un anno. L’iniziativa dei carabinieri di Pompei è partita il 13 novembre, giorno in cui giunsero a Pompei numerosi pellegrini per il rituale del bacio del quadro della Madonna. Nel corso della cerimonia, i fedeli avanzano in fila lungo il sagrato fino all’ingresso della Cattedrale dove si svolge la funzione del bacio. Lungo la fila sostano mendicanti, accattoni e rivenditori abusivi di oggetti sacri. Fra loro c’era l’undicenne rom che infastidiva i pellegrini con la richiesta di denaro. L’azione di polizia ha riguardato l’appostamento nei confronti del bambino al fine di individuare la madre. E’ seguita l’iniziativa dei militari della caserma di Pompei comandata dal maresciallo capo Tommaso Canino. I carabinieri hanno seguito la donna fino al domicilio di Torre Annunziata, (in via Fucina, dove convive all´interno di un campo rom con sei figli. Dopo l’identificazione è partita nei suoi confronti la denuncia a piede libero per utilizzo di minore nell’accattonaggio. Pari denuncia è stata avanzata al Tribunale dei Minori di Napoli mentre sono stati informati i servizi sociali di Pompei a tutela, come sempre, dei minori. La donna, in quanto residente di un paese della Comunità Europea, gode della libera circolazione in Italia ma ora, a causa dell’illegalità di cui si è resa colpevole, potrebbe essere colpita dal provvedimento di allontanamento. Nel frattempo è stata diffidata dal tornare a fare accattonaggio con il figlio a Pompei. L’operazione, come si è detto, è del comando dell’Arma della città mariana. Più precisamente la segnalazione è partita dalla sezione distaccata della Benemerita presso il Santuario, nella persona del brigadiere Luigi Casciello. E’ stato lui ad individuare il ragazzo che infastidiva i pellegrini ed a segnalarlo al suo Comando. Successivamente, con la collaborazione dei colleghi, ha beccato la madre mentre intascava i soldi dell’elemosina e l’ha seguita al proprio domicilio di Torre Annunziata, per poi procedere nei suoi confronti come previsto dalla legge (identificazione, diffida e denuncia). Il brigadiere Casciello è conosciuto e stimato da tutti nella piazza Bartolo Longo (centro moderno di Pompei) come attivo tutore dell’ordine e della legge in quel luogo di culto, rinomato in tutto il mondo cattolico. In piena sintonia con il ceto commerciale locale, i residenti ed i pellegrini abituali, ha sventato o contrastato numerosi episodi di microcriminalità (furto di bicicletta, prostituzione, ecc.). Per questo è molto amato nell’ambiente pompeiano del centro storico, anche perché il suo carisma di uomo dell´ordine si unisce a doti di profonda umanità. MARIO CARDONE