A cura della Redazione
Il "tramonto" della Tess, SEL critica il sindaco Starita Il percorso di sviluppo avviato dalla Tes sembra essere ormai al capolinea. La società, infatti, potrebbe essere dismessa dalla Regione Campania, principale azionista. «Una pessima notizia per i lavoratorir -sottolinea in un comunicato Massimo Manna - coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà di Torre Annunziata -. Senza reticenze è giusto dire che l’agenzia ha attraversato l’ultimo ventennio tra luci ed ombre, molte occasioni sono state sprecate, non sempre per responsabilità esclusiva dell’ente. La sua missione iniziale, progressivamente ampliata dall’area torrese-stabiese a quella del “Miglio d’Oro”, quella di supportare la riconversione produttiva delle aree in crisi, è scivolata in un inarrestabile declino insieme all’inazione delle amministrazioni pubbliche che l’avevano costituita - prosegue Manna -. Ciò non significa che va buttato via il bambino con l’acqua sporca, visto che la TESS e i suoi lavoratori costituiscono un patrimonio di studi, analisi e progetti sul nostro territorio che non vanno assolutamente dispersi". L´esponente di SEL critica poi l´Amministrazione comunale ed il sindaco Giosuè Starita. "In questa come in altre questioni strategiche, l’Amministrazione comunale è stata completamente assente, se non con le sterili e pretestuose polemiche di un autorevole rappresentante della maggioranza - continua la nota -. Né valgono le recenti dichiarazioni del sindaco Starita, che auspica la realizzazione di una struttura simile alla TESS, dimostrando non solo di essere fuori tempo massimo, ma lasciando inevasa la domanda sul perché fino ad ora non abbia fatto nulla per trovare insieme alla Regione Campania una soluzione dignitosa e produttiva. Se si deve creare un’altra struttura solo per “consacrare” i nuovi equilibri politici, allora teniamoci la Tess e i suoi lavoratori!". Infine, Manna chiede di acquisire l´archivio della Tess "utilizzandolo come background per la realizzazione di progetti che abbiano una concreta ricaduta sul piano economico e sociale, senza sperperare denaro pubblico per consulenze e simili, ma sfruttando il prodotto di professionalità che in questi anni hanno lavorato per lo sviluppo del territorio".