A cura della Redazione
Zone franche urbane: l´Anci verso la Commissione Europea “Una immediata attivazione delle Zone franche urbane con l’obiettivo di assicurare nei sistemi economici locali l’impatto previsto in termini di riduzione del disagio sociale, nascita e sviluppo di nuove imprese e creazione di occupazione”. E’ la richiesta avanzata dall’Anci ai ministri dell’Economia, Giulio Tremonti e dello Sviluppo economico, Paolo Romani. In un’intervista ad Anci Rivista, Micaela Fanelli (foto), sindaco di Riccia e responsabile Anci per le Politiche comunitarie spiega che “sulle ZFU le amministrazioni comunali e gli imprenditori hanno già sviluppato aspettative, ora i ministeri competenti devono dare risposte precise. Per l’investimento imprenditoriale – aggiunge - non c’è condizione peggiore dell’incertezza normativa”. La responsabile Anci precisa che “le aspettative delle imprese sono state anche alimentate dalla sottoscrizione di un contratto di ZFU, avvenuta nel mese di ottobre 2009, tra le 22 città beneficiarie e il MISE con il quale, oltre all’assegnazione delle risorse, sono stati previsti specifici impegni tra le parti per assicurare l’avvio delle ZFU e per il conseguimento degli obiettivi di crescita dell’occupazione previsti”. Se l’esito del confronto con il Governo non risultasse soddisfacente i Comuni saranno costretti a verificare presso gli organismi europei le motivazioni sul ritardo del regime di aiuto previsto e approvato nell’ottobre 2009 dalla Commissione europea, su richiesta del governo italiano, sotto forma di esenzione prima totale, poi parziale, di imposta per gli esercizi dei redditi derivanti dalle nuove attività avviate nelle ZFU. “Questa situazione di incertezza – conclude Fanelli - non è che un ulteriore esempio di una politica che penalizza i territori più deboli del Paese e in particolare le aree del Sud. Non dimentichiamo che le politiche del Mezzogiorno sono strettamente collegate alla coesione territoriale”.