A cura della Redazione
Continua la protesta per la chiusura della cava ex Sari Con l´avvento del nuovo anno, non si fermano le proteste antidiscarica e il presidio, anche se in proporzioni ridotte, rimane comunque in piedi. Il 30 dicembre scorso si è svolta l´assemblea pubblica, nell´ambito della quale si è discusso su alcuni punti importanti che riguardano l´aumento indiscriminato della Tarsu e la situazione della discarica Sari, oramai al collasso. I comitati e i cittadini, imperterriti, nonostante il clima festivo, si sono nuovamente riuniti la notte di San Silvestro presso il presidio della rotonda per accogliere uniti il nuovo anno. Dopo i brindisi e il taglio dei panettoni, come si prevedeva, non è mancata la bagarre con il sopraggiungere dei mezzi che dovevano recarsi allo sversatoio. I pochi manifestanti rimasti fin quasi all´alba, nonostante l´intervento delle forze dell´ordine, presenti a ranghi ridotti, sono riusciti a rispedire al mittente un congruo numero di autocompattatori che sembravano non rispettare i criteri siglati dai sindaci dei 18 Comuni che hanno libero accesso allo sversatoio. E, visti gli ultimi eventi susseguitisi nell´arco delle notti trascorse, i comitati valutano la necessità di chiedere un incontro con i vertici della Provincia di Napoli, onde poter far chiarezza sulla situazione a Terzigno, su quanto ancora dovrà restare aperto l´impianto, e principalmente sul perché non vengono rispettati i patti stabiliti che prevederebbero l´afflusso di solo rifiuto secco e non di "talquale", come ancora solitamente si verifica. V.M.