A cura della Redazione
Aggressione a poliziotti e carabinieri, in manette pregiudicato Inscena un accoltellamento ai danni della moglie e aggredisce i poliziotti giunti nella sua abitazione per prestare soccorso. In manette, con l´accusa di procurato allarme, lesione a pubblico ufficiale e danneggiamento dei mezzi di polizia, finisce Luigi Marino, pregiudicato di 34 anni residente in via Mazzini. L´episodio si è verificato domenica scorsa. Marino ha "attirato" gli agenti telefonando al commissariato di Polizia di corso Umberto e denunciandosi come autore di un´aggressione alla moglie. Una volante si è recata sul posto per verificare l´accaduto, ma gli agenti si sono trovati la porta di casa sbarrata. Marino, infatti, si era barricato nella sua abitazione impedendo l´ingresso ai poliziotti. Questi ultimi hanno allora deciso di sfondare la porta d´ingresso e di irrompere, cercando di bloccare lo scalmanato, probabilmente colto da un raptus di follia. A questo punto Marino si è scagliato contro di loro con calci e pugni, lanciando anche sedie e suppellettili. Allertati i rinforzi, sul luogo sono giunti i carabinieri della Compagnai di Torre Annunziata. L´uomo è stato poi ammanettato, non senza difficoltà, e portato al commissariato. Qui, nei bagni, ha distrutto i servizi igienici ed ha tentato di tagliarsi le vene con pezzi di ceramica. Fortunatamente, l´intervento di alcuni agenti è risucito a scongiurare il peggio. Marino è stato trasportato all´ospedale di Boscotrecase, dove è stato piantonato. Al nosocomio boschese sono giunti anche quattro agenti di polizia e tre carabinieri, rimasti feriti durante la colluttazione per cercare di calmare e bloccare Marino. Per loro, solo alcune ferite guaribili in pochi giorni. Il pregiudicato era stato già arrestato nel 2006 per spaccio di droga e si trovava agli arresti domiciliari che, in seguito all´accaduto, sono stati revocati dal giudice che ha convalidato il suo arresto. Ascoltata la moglie, che non si trovava neanche in casa al momento dell´accaduto, ha riferito che suo marito, verosimilmente, faceva abuso di alcol.