A cura della Redazione
Metecno: i lavoratori citano in giudizio la "Formare" Prima udienza davanti al giudice del Lavoro di Torre Annunziata per la vicenda che riguarda la Metecno. L’azienda è stata citata in giudizio dai sindacati e dai 55 ex dipendenti per comportamento antisindacale, ossia la violazione dell’articolo 28 dello statuto dei lavoratori. Dinanzi al giudice Concetta Donadio, ieri mattina si sono presentati i legali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm.Uil ma non quelli della Metecno, della Formare e della Globnet. Figurano a giudizio sia la società che nel luglio 2008 ha venduto suoli e capannoni dell’area industriale della città oplontina, licenziando i 55 operai in organico, sia l’acquirente che ha negato di aver assunto l’impegno di riassunzione di tutta la manodopera, sia la società di intermediazione nella compravendita. E’ stato un difetto di notifica alle controparti a frenare l’avvio della causa. Alle 11, orario previsto per l’inizio dell’udienza, si sono ritrovati all’esterno del Tribunale del Lavoro, presso la struttura dei Salesiani, tutti gli ex dipendenti della Metecno, che da circa un anno sono in mobilità. «Chiediamo l’annullamento dell’accordo sottoscritto tra Metecno e gruppo Formare – affermato i rappresentanti sindacali Antonio Casciello della Uil e Salvatore Esposito della Cisl – e, di conseguenza, della compravendita della struttura. Noi ex dipendenti riteniamo di essere stati vittime di un raggiro da parte dell’azienda e siamo pronti a provarlo anche con testimonianze di rappresentanti delle istituzioni che erano presenti a quei tavoli”. Nel dossier presentato dagli ex lavoratori Metecno c’è la cronistoria dell’ex azienda di Rovigliano e la sintesi delle varie riunioni preliminari alla cessione di suoli e capannoni, ad un prezzo superiore ai 10 milioni di euro. I 55 operai accetteranno la messa in mobilità ed una sorta di “buonuscita” economica. «Ma non si dica che abbiamo venduto il nostro posto – sottolineano i lavoratori -. Accettammo quella prospettiva perché l’impegno della nuova società era di investire seriamente sul territorio di Torre Annunziata e dare nuove opportunità di occupazione. Invece, era solo un bluff». Intanto, l’udienza è stata rimandata al prossimo 5 giugno.